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04 Ott 2019

Una vita a scartamento ridotto

Una vita a scartamento ridotto
Omaggio a Peppino Impastato e Andrea Camilleri

Una ri-lettura scenica di Gerardo Ferrara presso La Villa Academy di Cittanova
venerdì 4 ottobre 2019 ore 18:00

Nel suo peregrinare per il Paese, Gerardo Ferrara approda in Calabria presso La Villa Academy di Cittanova (RC) con un omaggio a Peppino Impastato e Andrea Camilleri.

Due rispettivi progetti proposti qui in una commistione felice capace di generare incontri e riflessioni, occasione per ripercorrere insieme le memorie di due importanti personaggi, siciliani di nascita e cittadini del mondo per re-azione.
Ad accompagnare la narrazione sonora del giornalista e speaker radiofonico, sarà il polistrumentista cittanovese Gabriele Albanese con improvvisazioni musicali in dialogo con i brani d’autore e quelli della cultura popolare “innestati” in un contesto di attualità e di impegno civile. Sullo schermo le immagini di Lelio Bonnaccorso, Marco Rizzo e Nicolò Reina.
Interverranno inoltre Antonio Orlando, storico e saggista cittanovese nonché presidente dell’Accademia Libera Novi Albori, Francesco Cosentino, sindaco di Cittanova e Nino Cannatà direttore artistico dell’associazione culturale LYRIKS che ha organizzato la manifestazione.
Ad arricchire l’incontro e la riflessione, una mostra di tavole a fumetti titolata “La provocazione della bellezza, l’anima fragile e tagliente di Peppino Impastato” (curata dall’ Ass Menabò, Pau, Sardegna) tratte dalla graphic novel “Peppino Impastato – Un giullare contro la mafia” Becco Giallo edizioni.
Entrambe le produzioni sono a cura di Streetbooks Dolianova (Cagliari). “Una vita a scartamento ridotto” è un progetto di Gerardo Ferrara e Roberto Deiana nato con la collaborazione del chitarrista Tonino Macis a poche settimane dalla scomparsa del maestro Andrea Camilleri.

Un omaggio che porta in scena un elogio alla lentezza. Lo sbuffo di un treno e una stazione in cui aspettare. Perché una panchina ancora (r)esiste… Un viaggio, “a scartamento ridotto”, sui binari dei rapporti umani alla ricerca di una dimensione più intima, raccolta, in cui si cerca ancora il tempo dell’incontro, della relazione, dello scambio. Viversi l’attimo, come racconta Camilleri: “i passeggeri cchiù picciotti avivano il tempo di spogliarisi, farisi un bagno viloce a mari, rifornirisi di frutta e virdure dai campi e riagguantare novamenti il treno in corsa…”. Guardare, dunque, alla lentezza come ad una virtù.
Facciamo finta che… chistu è Pippinu” è un progetto nato dalla irriverente, sarcastica e geniale scelta di un brano “normalizzante e rassicurante” (che cantava Ombretta Colli) come sigla di Onda Pazza dalle frequenze antimafiose di Radio Aut, inizia un percorso intorno ai temi e alla figura di Peppino Impastato, a 41 anni dal suo massacro, che prende spunto dal libro “Peppino Impastato, un giullare contro la mafia” e che si sviluppa con un tentativo di ri-lettura scenica, di una piccola ma significativa indagine sociale, di Gerardo Ferrara in collaborazione con il chitarrista sardo Tonino Macis, con una sorta di “ragionamento” sulle condizioni avverse e antidemocratiche (semmai la democrazia possa ancora avere un senso) che stiamo vivendo, oggi, nel nostro paese.
Letteratura, giornalismo, brani d’autore, immagini e quelli della musica popolare declinati lungo il confine dell’attualità e dell’impegno civile, dalle canzoni del Collettivo Musicale Peppino Impastato alle letture di testi di Pippo Fava e Giancarlo Siani, dalla vicenda di Francesco Mastrogiovanni alla citazione di testi e brani di Rosa Balistreri, Pino Daniele, Pippo Pollina, Masaniello, Ivano Fossati, Tonino Zurlo, Fabrizio De Andrè, Rocco Scotellaro, Enzo Jannacci, Massimo Troisi, Enzo Del Re…
Facciamo finta che… perchè, Otello Profazio cantava “Su seculi chi dura sta canzuna…Tutti l’appalti e li concessioni l’avi la mafia, la mafia disponi. La mafia impera, cummana e fa liggi. Lu Stati duna e la mafia siggi.”
“Facciamo finta che tutto va ben…”, ci ricorda Gerardo Ferrara, perché la mafia è uno stato d’animo, è uno stato dell’essere, è vivere in uno Stato comafioso.

giovanni_garreffa

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